I ghiribizzi - Pinerolo Blues di Graziella Martina

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I GHIRIBIZZI DELL'ANNUNZIATA

La banca è la stessa, l’impiegata è un’altra, ma l’atteggiamento di base è uguale. E’ evidente che alla filiale hanno commesso un errore di conteggio, anche un bambino lo capirebbe. Un bambino, ma non l’Annunziata, che mi affronta  dicendo: “Non crederà mica che la banca,  per un suo ghiribizzo, abbia alterato questi dati!
Lo sbaglio lo ha fatto lei!”

Le chiedo come sia possibile che io abbia modificato delle cifre che sono di competenza dell’istituto. Fra di me mi chiedo se pensa forse che io sia un hacker, in grado di introdurmi nella rete di informazione dell’istituto. Per illustrare meglio quello che voglio dire vado a casa a prendere un’altra ricevuta, da cui si vede chiaramente lo sbaglio.

Quando torno allo sportello, chiedo alle persone in fila se mi concedono un minuto allo sportello, dato che non mi sembra giusto fare una seconda coda per colpa di uno sbaglio non  mio. Loro gentilmente acconsentono, ma l’impiegata  non è tipo da riconoscere l’errore, è una capa tosta che  non si arrende all’evidenza e la cosa va per le lunghe. Il primo signore della fila, uomo pingue dall’aria burbera, si spazientisce e mi invita ad andarmene, spingendomi anche di lato in malo modo.

La situazione diventa odiosa, ma non posso lasciare in sospeso la pratica perché poi sarei io a rimetterci finanziariamente. Vi rendete conto di che cosa si deve sopportare a causa dell’incapacità altrui? Ho deciso a questo punto di averne abbastanza e sono andata dal direttore. Lui si è scusato a nome della villana incompetente, ma io penso che avrebbe dovuto chiedere a lei di scusarsi personalmente…    

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