Perversioni condominiali - pinerolo blues

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Ammettiamolo. Tutti noi abbiamo delle perversioni che teniamo accuratamente nascoste. Io ho scoperto di averne una talmente nascosta da essermi addirittura sconosciuta. Per fortuna ci ha pensato tota Boher, che abita al piano di sotto, a rivelarmela.
Si tratta di questo: secondo la sua rivelazione, contenuta in una lettera che mi ha incollato nottetempo alla porta, rovinandola, alle cinque di mattina io mi alzo, mi metto un paio di scarpe con i tacchi alti, poi mi metto a camminare e a correre per tutto l’appartamento. A che pro, vi chiederete? Ma per fare un dispetto a lei, naturalmente.
Alda Merini ha detto che anche la follia merita i suoi applausi, ma francamente non ho nessuna voglia di applaudire questa stordita, anzi, sono molto preoccupata della piega che potrebbero prendere gli avvenimenti, se le cose dovessero degenerare...
Questa è la lettera:

Ma prima di deliziarmi e di far danni alla mia porta con i fogli falsi e assurdi che vi incollava nottetempo la folle del piano di sotto aveva scelto come convivente un insano - avete presente il detto: “Dio li fa e poi li accoppia”? - che aveva come hobby quello di emettere urla feroci in piena notte. Purtroppo la stanza in cui dormo si trova esattamente sopra a quella in cui questo individuo, evidentemente non in pieno possesso delle sue facoltà mentali, si produceva nelle sue performance fatta di schiamazzi rabbiosi che duravano per ore.
Questo 'trattamento', protratto notte dopo notte, liquidato dall'amministratore come “rumori molesti non perseguibili”, mi hanno lasciato un trauma permanente. Da allora, appena qualcuno vicino a me, di giorno o di notte, dice qualcosa con un tono di voce appena un po' più alto o provoca un rumore inaspettato, trasalisco, cosa che non mi era mai accaduta prima.


Lavoratori, state zitti!

Dunque, il serramentista dice che Tota Boher non si è mai lamentata del fracasso spaccatimpani prodotto dalla sua demolizione dei muri. Quale sorpresa dunque nel leggere sul verbale dell'assemblea 'estiva' la nota dell'amministratore a proposito delle lamentele di Tota Boher riguardanti il vocio  proveniente dal bar sottostante. Confesso che a me, che sono a due metri più su e tengo porte e finestre spalancate, le chiacchiere e qualche risata dei lavoratori – operai, muratori, autisti - che facevano una breve sosta al bar sottostante per consumare un croissant e un caffè prima di cominciare la giornata  non davano alcun fastidio. E' vero che, come loro, mi alzo anch'io alle 6, non resto a poltrire a letto come la Principessa sul pisello, e non ero affatto disturbata.
La cosa paradossale risiede però nel comportamento del Dr. Straw, l'amministratore. Il mio fargli presente che le urla e i barriti provenienti dalla stanza sottostante, che si protraevano per tutta la notte, aveva incontrato il suo risolino, oltre al commento che contro i rumori molesti non si può fare nulla. Per Tota Boher invece ha subito segnalato il borbottio.
Due pesi e due misure? La mia impressione è che viviamo in un contesto sempre più surreale e senza senso, molto difficile da accettare. …

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